È stato depositato ieri da parte delle associazioni provinciali dei proprietari e degli inquilini il nuovo accordo territoriale relativo ai canoni di locazione concordati per la città di Napoli, così come previsto dall’articolo 2 comma 3 della legge 431/98, sottoscritto il 19 maggio 2015.
La finalità di tali intese — precisa ancora uan nota del Comune — è quella di produrre sul territorio la disponibilità di alloggi da locare ad un canone calmierato (prezzo inferiore a quello di mercato), in modo tale da far incontrare domanda ed offerta.
Lo svantaggio per il proprietario, derivante dal minor fitto introitato, è controbilanciato dalla possibilità di ottenere alcuni vantaggi fiscali. «È un giorno importante per la città di Napoli – spiega l’assessore al Bilancio, Salvatore Palma – perché offriamo alle famiglie napoletane, non proprietarie di case, un’opportunità importante per ottenere un consistente risparmio sulla principale voce di spesa del proprio budget».
E ancora: «Vogliamo proseguire le nostre politiche in tale direzione e pertanto abbiamo proposto al Consiglio comunale di introdurre per il 2015 un’aliquota agevolata ( 8 per mille) per quei proprietari che decideranno, su proposta dell’inquilino, di ridurre il canone di almeno il 15% del valore attuale. Stesso provvedimento sarà adottato anche per le botteghe (categoria catastale C1), anch’esse fortemente colpite dalla crisi, con riduzione in questo caso di almeno il 20% del canone».
